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Ho solo queste stelle rosse
Sulla pelle e un filo d’aria al collo.
Il buio striscia in posizione fetale
E non mi so distrarre col mio solito grigio
Ciangottare di fotogrammi.
Raccontare di fantasmi
Stanotte non è il caso.
Sta passando sopra al mio letto
Il carnevale senza vento.
Occhi come bottoni febbrosi
Dalla seggiola mi spiano.
Il fiato delle cose
È un salto cieco.
Quante porte ci sono, quanti silenzi,
quanti cunicoli e veleni.
Dove le mani hanno perso la presa
e si confonde il bordo del letto
con il buio e cosa c’è là sotto.
A che ora spengono la luce e cosa mai
il vento sta gridando e a chi fanno la ola
così di buon mattino i rampicanti.
Come si pettina l’elettricità
senza staccare la testa dal cuscino.
Quanto costa il sorgere del sole.
Perché non danno mai biscotti a colazione.